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NOVITA' LEGISLATIVE

12/1/2014
Modifiche al D.Lgs 81/2008 dalla Legge Comunitaria 2013
E’ stata pubblicata la Legge 30 ottobre 2014, n. 161 recante “Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013-bis ”. La Comunità Europea, con tale disposizione ha inteso evitare che potesse esserci un lasso di tempo con un potenziale elevato fattore di insicurezza nell’operatività delle aziende. L’art 13 della nuova legge infatti, va a modificare gli art. 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008, che disponevano che, in caso di costituzione di una nuova impresa o di modifiche significative di un'impresa esistente, il documento di valutazione dei rischi potesse essere elaborato rispettivamente entro 90 o 30 giorni. Pertanto esisteva la possibilità che, in tali archi temporali, i lavoratori e i loro rappresentanti si trovassero ad operare in mancanza di documento di valutazione dei rischi ma, soprattutto delle varie parti di prevenzione che lo accompagnano. A tale eventualità ha voluto dare rimedio il legislatore, obbligando il datore di lavoro, “anche in caso di costituzione di nuova impresa” a dare immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, rispettante le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi, dell'adempimento degli obblighi di: • indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati • programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza • individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; • indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; • individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. Nonché a dare immediata comunicazione della redazione di tale documento al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza che ne ha accesso, in ogni caso, su richiesta. Analogamente, in caso di modifiche sostanziali, le nuove prescrizioni del legislatore sono che “Anche in caso di rielaborazione della valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, dell'aggiornamento delle misure di prevenzione e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. A tale documentazione accede, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 261 del 10/11/2014 Riferimento Normativo: Legge n.161 del 30/10/2014

3/11/2014
Introduzione nuovo titolo nel D.Lgs. 81/2008
E’ stato pubblicato il D.Lgs.19 febbraio 2014, n. 19 recante “Attuazione della direttiva 2010/32/UE che attua l'accordo quadro, concluso da HOSPEEM e FSESP, in materia di prevenzione delle ferite da taglio o da punta nel settore ospedaliero e sanitario ” che inserisce il Titolo X-bis - PROTEZIONE DALLE FERITE DA TAGLIO E DA PUNTA NEL SETTORE OSPEDALIERO E SANITARIO nel decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 57 del 10/03/ 2014 Riferimento Normativo: D.Lgs. n. 19 del 19/02/2014

3/11/2014
Allineamento delle direttive in materia di sicurezza sul posto di lavoro al regolamento CLP
E’ stata pubblicata la direttiva 2014/27/UE del 26 febbraio 2014 che modifica le direttive 92/58/CEE, 92/85/CEE, 94/33/CE, 98/24/CE e 2004/37/CE allo scopo di allinearle al regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose . Le direttive che vengono modificate riguardano le prescrizioni in materia di segnaletica di sicurezza sui posti di lavoro, le misure per migliorare la sicurezza delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento, la protezione dei giovani sul lavoro, la sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici, la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni. Dal momento che tali direttive contengono riferimenti al precedente sistema di classificazione e di etichettatura delle sostanze e delle miscele pericolose, è necessario modificarle allo scopo di allinearle al nuovo sistema di cui al regolamento n. 1272/2008 (CLP). Secondo quanto previsto dall’articolo 6 della nuova direttiva gli Stati Membri devono provvedere a recepirne i contenuti nelle legislazioni nazionali entro il 1 giugno 2015.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
GUUE L65 del 05/03/ 2014 Riferimento Normativo: DIR 2014/27/UE

8/28/2013
PRINCIPALI MISURE DI SEMPLIFICAZIONI DEL "DECRETO DEL FARE"
il Ministero della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione ha riassunto le principali disposizioni previste nel Decreto convertito in una Guida ministeriale. Per quanto riguarda la sicurezza sul Lavoro, la Guida sottolinea come le semplificazioni riguardino esclusivamente adempimenti formali, nonché oneri informativi, ma non tocchino gli aspetti sostanziali della sicurezza: le misure incidono su un costo stimato di 3,3 miliardi di euro, ma i risparmi saranno quantificati a seguito dei decreti attuativi. Vediamo quindi di seguito i passaggi più significativi delle semplificazioni per la sicurezza. Attività a basso rischio infortunistico (art. 32 comma 1, lettera b) Sono stati previsti modelli e procedure semplificati "su misura" per le attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali, fermi restando i livelli di tutela sostanziale. La stessa strada è stata percorsa in un altro settore delicatissimo per la sicurezza pubblica, quale quello della prevenzione incendi, dove, per elevare la tutela, si sono differenziate le procedure e gli stessi controlli sulla base del rischio. Con decreto ancora da emanarsi, saranno individuati settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali, sulla base di criteri e parametri oggettivi, desunti dagli indici infortunistici e delle malattie professionali di settore dell'INAIL. DUVRI (art. 32 comma 1, lettera a) Nei settori a basso rischio di infortuni e malattie professionali, il datore di lavoro possa, in alternativa alla predisposizione del DUVRI, nominare un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali adeguate e specifiche, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell'ambiente di lavoro, per sovrintendere alla cooperazione e al coordinamento con altre imprese. Si tratta di una figura qualificata, che conosce ed è presente sul luogo di lavoro ed è, quindi, in grado di intervenire più efficacemente (rispetto ad un documento) per evitare i rischi da interferenze. Questa misura non si applica ai rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Le disposizioni entreranno in vigore a seguito dell'adozione del decreto che individua i settori a basso rischio di infortuni e malattie professionali. Le esclusioni relative al DUVRI riguardano i servizi di natura intellettuale, le mere forniture di materiali o attrezzature e i lavori o servizi la cui durata non è superiore ai cinque uomini-giorno, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all'allegato XI. Cantieri temporanei e mobili (art. 32 comma 1, lettera h) Un prossimo decreto del Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro e previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome, prevedrà modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza (POS), del piano di sicurezza e coordinamento (PSC) e del fascicolo dell'opera.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S.O.G.U. n.63 del 20.08.2013 Riferimento Normativo: Legge n.98 del 09.08.2013

7/11/2013
Esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici: operativi i criteri generali
Il prossimo 12 luglio entrera’ in vigore il regolamento che definisce i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari. Il nuovo decreto, in attuazione del decreto legislativo che otto anni fa recepì la direttiva europea sul rendimento energetico nell’edilizia, ha finalmente adottato i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari.Il regolamento serve, a fini gestionali e di contenimento dei costi per gli utenti finali, per integrare le operazioni di manutenzione, esercizio ed ispezione di tutte le tipologie di servizi forniti dagli impianti termici installati negli edifici. Il decreto definisce i limiti di esercizio degli impianti termici per la climatizzazione invernale e i valori massimi della temperatura ambiente, applicabili sia all’edilizia privata che a quella pubblica, e definisce i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi cui affidare i compiti di ispezione degli impianti di climatizzazione. I criteri generali Responsabile dell’impiantoEsercizio, conduzione, controllo e manutenzione dell’impianto termico Delega ad un terzo In generale In particolare In generale, è possibile Non è consentita nel caso di:- singole unità immobiliari residenziali in cui il generatore o i generatori non siano installati in locale tecnico esclusivamente dedicato- impianti non conformi alle disposizioni di legge, salvo che nella delega sia espressamente conferito l’incarico di procedere alla loro messa a norma Assunzione di responsabilità per iscritto Possibilità di sub-delegare solo occasionalmente, e soltanto per l’affidamento di attività di sua competenza Incompatibilità con il ruolo di venditore di energia per il medesimo impianto Per impianti con potenza nominale superiore a 350 kW: necessaria la certificazione UNI EN ISO 9001 Compiti del delegantePorre in essere ogni atto, fatto o comportamento necessario affinché il terzo responsabile possa adempiere agli obblighi previsti dalla normativa vigente Garantire la copertura finanziaria per l’esecuzione dei necessari interventi nei tempi concordati (delibera dell’assemblea in caso di condominio) Compiti del terzo responsabileRispetto delle norme, in particolare in materia di sicurezza e ambienteComunicazione scritta al delegante dell’esigenza di effettuare interventi non previsti al momento della delega, ma indispensabili per il corretto funzionamento dell’impianto termicoInformativa alla Regione di tutto ciò che concerne la delega Valori massimi della temperatura ambiente Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione invernale, la media ponderata delle temperature dell’aria, misurate nei singoli ambienti riscaldati di ciascuna unità immobiliare, non deve superare i 18°C + 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili e i 20°C + 2°C di tolleranza per tutti gli altri edifici. L’esercizio degli impianti termici per la climatizzazione invernale è consentito con specifici limiti, differenti a seconda delle zone considerate, relativi al periodo annuale e alla durata giornaliera di attivazione. Per la climatizzazione estiva, invece, la media ponderata delle temperature dell’aria, misurate nei singoli ambienti raffrescati, non deve essere minore di 26°C – 2°C di tolleranza per tutti gli edifici. Il mantenimento della temperatura dell’aria negli ambienti dovrà essere ottenuto con accorgimenti che non comportano spreco di energia. Le deroghe ai limiti termici e temporali Limiti termici Ospedali, cliniche, case di cura, strutture protette per l’assistenza ed il recupero dei tossico-dipendenti, limitatamente alle zone riservate alla permanenza e al trattamento medico dei degenti o degli ospiti. Poteri autorità comunali Piscine, saune e assimilabili, per le sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali non ubicate in stabili condominiali: Possibilità di deroghe, qualora elementi oggettivi o esigenze legati alla specifica destinazione d’uso giustifichino temperature diverse Attività industriali, artigianali e assimilabili Almeno una delle seguenti condizioni:1. le esigenze tecnologiche o di produzione richiedano temperature diverse dai valori limite;2. l’energia termica per la climatizzazione estiva e invernale degli ambienti derivi da sorgente non convenientemente utilizzabile in altro modo. Limiti temporaliNegli stessi edifici, indicati nella riga precedente, nei casi in cui ostino esigenze tecnologiche o di produzione Uffici e assimilabili; edifici per attività commerciali e assimilabili, limitatamente alle parti adibite a servizi senza interruzione giornaliera delle attività Impianti termiciche utilizzano:- calore proveniente da centrali di cogenerazione con produzione combinata di elettricità e calore, o- sistemi di riscaldamento di tipo a pannelli radianti incassati nell’opera muraria; al servizio di:- uno o più edifici dotati di circuito primario, più unità immobiliari residenziali e assimilate dotati di gruppo termoregolatore pilotato condotti mediante “contratti di servizio energia” ove i corrispettivi sono correlati al raggiungimento del comfort ambientale Le operazioni di controllo, e l’eventuale manutenzione, devono essere effettuate da ditte abilitate; nel caso in cui l’impresa installatrice non abbia fornito proprie istruzioni specifiche, o queste non siano più disponibili, tali operazioni devono essere eseguite conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute nelle istruzioni tecniche relative allo specifico modello elaborate dal fabbricante ai sensi della normativa vigente.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n.149 del 27/06/2013 Riferimento Normativo: D.P.R. n.74 del 16/04/2013

7/2/2013
DECRETO "DEL FARE": LE DISPOSIZIONI AMBIENTALI E DI PREVENZIONE
Il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, «Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia», cosiddetto "decreto del fare", nell'ambito delle misure introdotte a sostegno della crescita del paese, ha introdotto alcune novità di carattere ambientale e di prevenzione, tra cui: - disposizioni in materia di prevenzione incendi (art. 38); - disposizioni in materia ambientale (art. 41); - soppressioni di certificazioni sanitarie (art. 42). Si fa presente che alcune delle nuove norme non entreranno immediatamente in vigore, in quanto il D.L. n. 69/2013, ha previsto il rinvio a successivi provvedimenti attuativi.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S.OG.U.. n. 50 n. 144.del 21/06/2013 Riferimento Normativo: D.L. n. 69 del 21/06/2013

7/2/2013
Prodotti da costruzione
Dal 1° luglio è entrato in vigore il Regolamento UE n. 305/2011 sui prodotti da costruzione del 9 marzo 2011 che sostituisce la direttiva CPD 89/106/CEE
Rif. Gazzetta Ufficiale:
GUUE L88 del 04.04.2011 Riferimento Normativo: REG 305/2011

10/12/2012
PUBBLICATE LE PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI NELLE AZIENDE CHE OCCUPANO FINO A 10 LAVORATORI
E’ stato pubblicato un comunicato che dà avviso dell’avvenuto recepimento, attraverso un decreto interministeriale, delle"procedure standardizzate" per la valutazione dei rischi di cui all'articolo 29, comma 5, del decreto legislativo n. 81/2008, ai sensi dell'articolo 6, comma 8, lettera f).
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 285 del 6/12/2012 Riferimento Normativo: Decreto interministeriale 30/11/2012

9/5/2012
PUBBLICATE MODIFICHE AL DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81, IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO PER LA BONIFICA DEGLI ORDIGNI BELLICI
E’ stata pubblicata una legge che apporta modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 244 del 18/10/2012 Riferimento Normativo: Legge n.172 del 1/10/2012

7/29/2012
PUBBLICATO DECRETO CHE REGOLAMENTA LA TRASMISSIONE DEI DATI SANITARI
Come noto il D.Lgs. 81/08 all'art. 40 prevedeva: • al comma 1 l’obbligo che entro il primo trimestre dell'anno successivo all'anno di riferimento il medico competente trasmettesse, esclusivamente per via telematica, ai servizi competenti per territorio le informazioni, elaborate evidenziando le differenze di genere, relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza sanitaria • al comma 2-bis che con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, fossero definiti, secondo criteri di semplicità e certezza, i contenuti degli allegati 3A e 3B e le modalità di trasmissione delle informazioni di cui al comma 1. Gli obblighi di redazione e trasmissione relativi alle informazioni di cui al comma 1, sempre secondo il medesimo art. 40 decorrono dalla data di entrata in vigore del decreto citato. Il decreto previsto è stato dunque pubblicato (Decreto Ministeriale 9 luglio 2012 Contenuti e modalità di trasmissione delle informazioni relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, ai sensi dell'articolo 40 del decreto legislativo 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e prevede un periodo transitorio di 12 mesi dall’entrata in vigore (ovvero fino al 26 agosto 2013) per l’attuazione delle nuove disposizioni. Per la durata del periodo transitorio di sperimentazione, con riferimento a possibili difficoltà di raccolta e trasmissione telematica delle informazioni, la sanzione di cui all'art. 58, comma 1, lettera e), è sospesa sino al termine della sperimentazione.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. 26 luglio 2012, n. 173 Riferimento Normativo: D.M. 9 luglio 2012

5/18/2012
Proroga per l’autocertificazione del DVR
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 14 maggio il decreto legge 57/2012 che contiene la proroga per la autocertificazione della valutazione dei rischi in base alle procedure standardizzate, ancora in via di definizione da parte del ministero del Lavoro. L’articolo 29 comma 5 del Testo Unico di Sicurezza, al secondo periodo viene modificato, indicando la possibilità per i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, di autocertificare la valutazione dei rischi "fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012". Il decreto interministeriale citato nel Testo Unico, è un decreto di prossima emanazione che dovrebbe elaborare le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi. Qualora non venisse emanato, la possibilità di autocertificazione del DVR è rimandata a non oltre il 31 dicembre 2012.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. 14 maggio 2012 n. 111 Riferimento Normativo: D.L. 12 maggio 2012 n. 57

5/18/2012
Approvate le procedure standardizzate sulla valutazione dei rischi
La Commissione consultiva permanente, nella giornata del 16 maggio, ha approvato all’unanimità le procedure standardizzate per la valutazione dei rischi nelle aziende di piccole dimensioni (fino a 10 dipendenti). Il testo delle procedure standardizzate per la redazione del documento di valutazione del rischio, valide per le aziende fino a 10 dipendenti, dovrà ora essere approvato in Conferenza Stato-Regioni. In seguito, dovrà essere recepito con decreto interministeriale, e successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Fino al momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale di recepimento, le aziende fino a 10 dipendenti potranno usufruire della possibilità di autocertificare l’effettuazione della VdR: potranno continuare a farlo per i successivi tre mesi dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta ma comunque, non oltre il 31 dicembre 2012. Tale previsione era contenuta nel recente decreto legge n. 57/2012 che ha modificato l’articolo 29 comma 5 del Testo Unico di Sicurezza, indicando i suddetti termini temporali come date ultime per effettuare l'autocertificazione della VDR, prima dell'introduzione definitiva delle procedure standardizzate.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
Riferimento Normativo:

8/6/2009
PUBBLICATO IL CORRETTIVO AL TESTO UNICO
È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il Decreto Legislativo n.106 del 3 agosto 2009, l'atteso correttivo al Testo unico sulla sicurezza. Il nuovo decreto consta di 149 articoli e non ha carattere innovativo ma solo correttivo dei molti errori materiali e tecnici presenti nella attuale disciplina del Testo unico (D.Lgs 81/2008), oltre a risolvere alcune difficoltà operative e lacune evidenziate dai primi mesi di applicazione delle nuove regole. Tra le modifiche più importanti segnaliamo in particolare quelle sui Titoli IV, V e VI del Testo Unico relativi a cantieri temporanei e mobili, segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro e movimentazione manuale dei carichi. Fra le novità del correttivo c’è l’ introduzione di un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi attraverso un meccanismo di “patente a punti” per il settore edile per la verifica della loro idoneità tecnico-professionale, una maggiore attenzione alla tutela delle forme di lavoro autonomo e atipico, un miglioramento dell’apparato sanzionatorio per una maggiore coerenza fra illecito e sanzione applicata ed infine uno snellimento della procedura per fornire la prova della data certa sui documenti di valutazione dei rischi
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S.O.G.U. n. 142 del 05.08.2009 Riferimento Normativo: D.Lgs. n.106 del 03.08.2009

3/3/2009
LEGGE DI CONVERSIONE N. 14/2009: CONFERMATE LE PROROGHE AL 16 MAGGIO.
La Legge n. 14/2009 di conversione del D.L. n. 207/2008 sulla proroga di termini previsti da alcune disposizioni normative ha confermato le proroghe al 16 maggio degli adempimenti previsti dagli articoli 18, 41 e 306 del D.Lgs. n. 81/2008. Pertanto dal 16 maggio 2009: • si applicheranno le disposizioni relative alle comunicazioni all’INAIL, o all’IPSEMA, dei dati, ai fini statistici e informativi, relativi agli infortuni sul lavoro per le assenze di almeno 1 giorno, escluso quello dell’evento e, ai fini assicurativi delle informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza superiore a tre giorni; • saranno vietate le visite mediche preassuntive; • sarà obbligatorio integrate il documento di valutazione dei rischi con i dati sulla valutazione dello stress lavoro – correlato; • sarà obbligatorio indicare la data certa nel documento sulla valutazione dei rischi. La legge di conversione ha invece introdotto una proroga all’emanazione dei decreti ministeriali di cui all’art. 3, comma 2 del D.Lgs. n. 81/2008. E infatti i decreti dovranno essere emanati entro 24 mesi dall’entrata in vigore dello stesso decreto legislativo.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 49 del 28/02/2009 Riferimento Normativo: Legge n. 14 del 27/02/2009

1/9/2009
PROROGA AL 16 MAGGIO 2009 DI 4 ADEMPIMENTI AL TESTO UNICO SULLA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO (ART. 32 DEL DECRETO LEGGE N. 207/2008)
Pubblicato il Decreto legge "milleproroghe", n.207/2008. Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro l’articolo 32 contempla le modifiche al D. Lgs. 81 del 9/4/2008. Gli adempimenti che prorogati al 16 maggio 2009 sono: - la valutazione dei rischi (e relative sanzioni), in riferimento ai "rischi Stress lavoro-correlati" (art. 28, comma 1, D.Lgs. 81/2008); - la data certa" del Documento di valutazione dei rischi (art. 28, comma 2, D.Lgs. 81/2008); - l'obbligo di comunicare all'Inail i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro di almeno un giorno (art. 18, comma 1, lettera r, D.Lgs. 81/2008); - divieto delle visite mediche preassuntive (art. 41, comma 3, lettera a, D.Lgs. 81/2008. Confermati gli altri adempimenti previsti dal D.Lgs. 81/2008
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 304 del 31/12/2008 Riferimento Normativo: D.L n. 207 del 30/12/2008

8/20/2008
PROROGA PER L'ADEGUAMENTO DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
Con la legge 2 agosto 2008, n. 129 è stato convertito in legge il D.L. 3 giugno 2008, n. 97 recante "Disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonche' in materia fiscale e di proroga di termini.". Tra le varie proroghe è prevista quella al 1°gennaio 2009 dei nuovi adempimenti sulla Valutazione dei rischi nonché delle relative sanzioni, previsti dal nuovo "Testo Unico". Il nuova comma 2 bis dell'art. 4 del D.L. 97/2008 modifica infatti l'articolo 306, comma 2, del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, sostituendo "decorsi novanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana" (29 luglio 2008) con "a decorrere dal 1º gennaio 2009".
Rif. Gazzetta Ufficiale:
Riferimento Normativo:

5/6/2008
D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81, PUBBLICATO IL TESTO UNICO SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
D.LGS. 9 APRILE 2008, N. 81, PUBBLICATO IL TESTO UNICO SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Il 15 maggio 2008 entrerà in vigore il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, “Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, pubblicato sulla G.U. n. 81 del 30 aprile, Supplemento Ordinario n. 108. Più precisamente, così come dispone l’art. 306 (disposizioni finali) del D.Lgs. n. 81/2008: • la parte generale del decreto entrerà in vigore il 15 maggio; gli artt. 17, comma 1, lett. a), e 28, e le altre disposizioni in materia di valutazione dei rischi (comprese le disposizioni sanzionatorie) entreranno in vigore dal 29 luglio 2008 (decorsi 90 giorni dalla pubblicazione); • per l’entrata in vigore delle disposizioni di cui al Titolo VIII (agenti fisici), capo IV (protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici), artt. 206-212, il terzo comma dell’art. 306 rinvia alla direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che all’art. 13, comma 1 stabilisce che “gli stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 aprile 2008”; • le disposizioni del capo V (protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali), artt. 213-218, del medesimo Titolo VIII, entreranno in vigore il 26 aprile 2010. Il decreto, noto come Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, è stato emanato in attuazione dell’art. 1 della L. n. 123/2007. Esso si compone di 306 articoli, più gli Allegati, ed è diviso in tredici Titoli. Titolo I Principi comuni (artt. 1 – 61) Titolo II Luoghi di lavoro (artt. 62 – 68) Titolo III Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale (artt. 69 – 87) Titolo IV Cantieri temporanei o mobili (artt. 88 – 160) Titolo V Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro (artt. 161 – 166) Titolo VI Movimentazione manuale dei carichi (artt. 167 – 171) Titolo VII Attrezzature munite di videoterminali (artt. 172 – 179) Titolo VIII Agenti fisici (artt. 180 – 220) Titolo IX Sostanze pericolose (artt. 221 – 265) Titolo X Esposizione ad agenti biologici (artt. 266 – 286) Titolo XI Protezione da atmosfere Esplosive (artt. 287 – 297) Titolo XII Disposizioni in materia penale e di procedura penale (artt. 298 – 303) Titolo XIII Norme transitorie e finali (artt. 304 - 306).
Rif. Gazzetta Ufficiale:
SOGU n.108 del 30/04/2008 Riferimento Normativo: D.Lgs. n.81 del 09/04/2008

5/6/2008
CAMPI MAGNETICI: EMANATA DIRETTIVA UE
Il Parlamento e il Consiglio dell’Ue hanno emanato la direttiva 2008/46/CE del 23 aprile 2008, pubblicata sulla GUUE L 114 del 26 aprile 2008, che modifica la direttiva 2000/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (diciottesima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE). Tale norma pospone al 30 aprile 2012 anziché all’originaria data del 30 aprile 2008 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative previste. Si ritiene che per un mero errore materiale la direttiva in oggetto non sia la 2000/40/CE ma la direttiva 2004/40/CE.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
GUUE L 114 del 26/04/ 2008 Riferimento Normativo: Dir 2008/46/CE del 23/04/2008

4/2/2008
APPROVAZIONE DEL D.LGS. SU SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO.
Nel corso del Consiglio dei Ministri n. 97, di ieri 1 aprile, è stato approvato il D.Lgs. in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anticipando di due mesi la scadenza della delega. Tra le novità si segnalano: • l’attività di formazione dei datori di lavoro; • l’introduzione del libretto sul rischio sanitario (che seguirà il lavoratore); • la figura del medico competente che viene “rinvigorita”; • l’introduzione del rappresentante della sicurezza nei luoghi di lavoro sia per l’azienda sia per l’intero territorio.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
E’ attesa la pubblicazione del testo in G.U. Riferimento Normativo:

2/19/2008
PUBBLICATE LE NUOVE NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI
Il nuovo testo per le norme tecniche per le costruzioni è stato finalmente pubblicato iil decreto recante il titolo “Approvazione delle nuove norme tecniche” Si tratta del testo che va a sostituire il Decreto ministeriale del 14 settembre 2005, che aveva difficoltà e errori palesemente riscontrati da tutti i protagonisti del settore costruttivo e della sismica. Nell’articolo 1, oltre a segnare il passaggio di consegne fra i due testi viene salvato il testo di bozza delle norme tecniche per le costruzioni, redatto due mesi fa, ad eccezione delle tabelle 4.4.III e 4.4.IV e del Capitolo 11.7, in riferimento al parere circostanziato emesso dall'Austria ai sensi dell'art. 9.2 della direttiva 98/34/CE, secondo il quale la misura proposta avrebbe presentato aspetti ostacolanti la libera circolazione dei servizi o alla libertà di stabilimento degli operatori di servizi nell'ambito del mercato interno. L’articolo 2 indica l’entrata in vigore del testo entro 30 giorni dalla sua pubblicazione. Le nuove norme di cui al decreto del ministero delle Infrastrutture 14 gennaio 2008 contengono 12 capitoli e 2 allegati e precisamente: • Capitolo 1 - Oggetto • Capitolo 2 - Sicurezza e prestazioni attese • Capitolo 3 - Azioni sulle costruzioni • Capitolo 4 - Costruzioni civili • Capitolo 5 - Ponti • Capitolo 6 - Progettazione geotecnica • Capitolo 7 - Progettazione per azioni sismiche • Capitolo 8 - Costruzioni esistenti • Capitolo 9 - Collaudo statico • Capitolo 10 - Redazione dei progetti strutturali esecutivi e delle relazioni di calcolo • Capitolo 11 - Materiali e prodotti per uso strutturale • Capitolo 12 - Riferimenti tecnici • Allegato A - Pericolosità sismica • Allegato B - Tabelle dei parametri che definiscono l’azione sismica
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S.O.G.U. n.30 del 04/02/2008 Riferimento Normativo: D. M. del 14/01/2008

2/19/2008
ENTRANO IN VIGORE LE NUOVE DISPOSIZIONI DEL TESTO UNICO AMBIENTALE.
Dal 13 febbraio è entrato in vigore il D.Lgs. n. 4/2008 “Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale”. I 4 articoli del decreto approvato il 21 dicembre 2007 e pubblicato in G.U. il 29 gennaio 2008 hanno modificato le parti prima, seconda, terza e quarta del Testo Unico Ambientale del 2006, sostituendo, modificando, aggiungendo e abrogando in particolare le disposizioni su VAS, VIA, IPPC, Acque e rifiuti. Nella parta prima del D.Lgs. n. 152/2006 sono stati aggiunti gli articoli 3 bis – 3 sexies sui principi del diritto ambientale e dello sviluppo sostenibile. E’ stata riscritta la parte seconda, semplificando i procedimenti, fissando il limite di 150 giorni entro cui concludere il procedimento di VIA ed eliminando il silenzio rigetto. Nella parte terza si segnala la nozione di scarico quale "immissione nel corpo recettore tramite condotta o comunque tramite un sistema di canalizzazione anche se non necessariamente costituito da tubazioni" (Sentenza Cassazione Penale n. 40191/2007). Per quanto riguarda la parte quarta, sulla gestione dei rifiuti, è stato individuato un ordine preciso tra le misure da adottare (il recupero dei rifiuti mediante riutilizzo, riciclo o ogni altra azione che consenta di ottenere da essi materia prima secondaria sono adottate con priorità rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia), l’estensione dell’esonero del MUD l’estensione dell’esonero del MUD per alcune categorie mentre è stato reintrodotto l’obbligo di MUD per i produttori di rifiuti speciali di cui all’art. 184, comma 3 lettere c), d) e g); altresì sono stati aggiunti nuovi articoli come il 181 bis (Materie, sostanze e prodotti secondari), il 206 bis (Osservatorio nazionale sui rifiuti) e l’art. 252 bis (Siti di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale). Il passaggio al D.Lgs. n. 152/2006 aggiornato dal D.Lgs. n. 4/2008 comporta l’osservanza di alcune scadenze e tra queste: • entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 4/2008, per potere completare i progetti di utilizzo di terre e rocce da scavo già autorizzati sarà necessario comunicare alle autorità competenti il rispetto dei requisiti prescritti, le necessarie informazioni sul sito di destinazione, sulle condizioni e sulle modalità di utilizzo oltre ai tempi di deposito (art. 186, comma 7); • dal 13 febbraio, come previsto dall’art. 190, i registri di carico e scarico dovranno essere numerati e vidimati, pertanto, come precisato da UnionCamere nella nota n. 1467, da mercoledì 13 febbraio non sarà possibile utilizzare i registri di carico e scarico già attivi in uso presso le imprese.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S.O G.U. n. 24 del 29/01/2008 Riferimento Normativo: D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4

1/10/2008
È IN VIGORE IL PATTO PER LA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO
E’ stato pubblicato un Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri recante: “Patto per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro”, esecuzione dell’accordo del 1° agosto 2007 tra Governo e Regioni. Nell’allegato 1, parte integrante del decreto, si razionalizzano gli interventi al fine di pervenire ad un utilizzo efficace ed appropriato delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste ed impiegate per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro. Le disposizioni di tale decreto sono entrate in vigore il 5 gennaio scorso
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 3 del 04/01/2008 Riferimento Normativo: D.P.C.M. del 17/12/2008

1/10/2007
LEGGE FINANZIARIA 2007
E’ stata pubblicata la Legge 27 dicembre 2006, n. 296, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), con testo in vigore già da inizio anno. Tra le molte novità introdotte (in un testo formato da un articolo e ben 1364 commi) sono da segnalare alcuni aspetti relativi a sicurezza ed igiene del lavoro: - (comma 266) deduzione dei contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro, - (commi 625 e 626): interventi per mettere a norma le strutture scolastiche, con possibile proroga dei termini di adeguamento al 31/12/09, - vari tipi di riduzione dei premi assicurativi INAIL (commi da 779 a 781) in particolare per le aziende in regola con l'applicazione del D.Lgs. 626/94, - (comma 782) le nuove disposizioni in tema di menomazione dell'integrità psico-fisica a modifica del DPR 1124/65, - (comma 1175) necessità del DURC (documento unico di regolarità contributiva) per ottenere i benefici normativi e contributivi previsti relativi a lavoro e legislazione sociale (dal 01/07/07), - (comma 1177) è moltiplicato per 5 volte l'ammontare delle sanzioni previste per la violazione di norme in materia di lavoro, legislazione sociale, previdenza e tutela della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro entrate in vigore antecedentemente al 01/01/99, - (comma 1180) obbligo per il datore di lavoro della comunicazione anticipata di un giorno rispetto all'inizio dell'attività lavorativa (per alcuni tipi di contratto).
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S.O. n. 244 alla GU n. 299 del 27/12/2006 Riferimento Normativo: Legge n. 296 del 27/12/ 2006

1/10/2007
NUOVA PROROGA DI TERMINI IN CAMPO AMBIENTALE
E’ stato pubblicato un decreto-legge dal titolo "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative". Ancora una volta sono stati prorogati vari termini in scadenza tra cui, in ordine di articolo: - (art. 2 c. 5): posticipazione al 31/07/07 dell'iscrizione nel registro dei fertilizzanti o dei fabbricanti di fertilizzanti nei casi previsti dall'art. 15 c. 2 del D.Lgs. 217/06, Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti; - (art. 3 c. 1) differimento condizionata della parte impiantistica del Testo Unico dell'edilizia (DPR 380/01) al 31/05/07; - (art. 3 c. 4) rinvio al 30/04/07 per il completamento degli adempimenti relativi alla messa a norma delle strutture ricettive per le imprese che abbiano presentato la richiesta di nulla osta ai Vigili del fuoco entro il 30/06/05; - (art. 5 c. 1) proroga possibile fino al 30/06/07 di una parte degli obblighi per i RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) (art. 20 c. 5 del D.Lgs. 151/05); - (art. 5 c. 2) spostamento al 31/07/06 degli obblighi relativi alla parte II del D.Lgs. 152/06, Norme in materia ambientale, per la parte relativa alle procedure per VAS, VIA e IPPC; - (art. 6 c. 1) ulteriore proroga al 28/02/07 per una parte di adeguamento alla privacy del settore pubblico (D.Lgs. 196/03 art. 181 c. 1 lett. a); - (art. 6 c. 3) differimento di due anni (fino al 31/12/08) per la non ammissibilità in discarica dei rifiuti con PCI (Potere calorifico inferiore) superiore a 13.000 kJ/kg.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
GU n. 300 del 28/12/ 2006 Riferimento Normativo: Decreto Legge n. 300 del 28/12/ 2006

12/13/2006
REACH: APPROVATO REGOLAMENTO CE
Il Parlamento, il Consiglio e la Commissione europea hanno trovato un accordo sul controverso regolamento comunitario REACH (registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche). Questa norma imporrà alle aziende comunitarie di certificare nell'arco di un decennio circa 30.000 sostanze chimiche prodotte o importante nell'UE in quantità superiore a una tonnellata e di autorizzare 1.500 sostanze più nocive. Si è riusciti a trovare un accordo anche sul controverso principio di sostituzione, ovvero fino a che punto si possano obbligare le aziende a sostituire dai loro processi di produzione una sostanza nociva con altre alternative, anche quando questo comporta aumenti dei costi. Il Parlamento europeo propendeva per la sostituzione obbligatoria mentre il Consiglio escludeva questa ipotesi in presenza di difficoltà tecniche e economiche nel trovare sostanze alternative. La linea compromissoria che è passata prevede che le aziende debbano varare un piano per la graduale sostituzione delle sostanze nocive con altre alternative. In particolare l'obbligo di presentare questi piani vige per le sostanze più a rischio che ricadono nei gruppi Pbt (persistenti, bioaccumulative e tossiche) e del gruppo Vp Vb (molto persistenti e molto bioaccumulative). Tale obbligo evidentemente non sussiste per quelle sostanze per le quali non esistono valide alternative e per quelle non considerate tra le più pericolose. Il testo deve essere sottoposto al voto finale dell'Europarlamento il 13 dicembre ma non si prevedono sostanziali modifiche.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
Riferimento Normativo:

11/28/2006
PUBBLICATE LE DISPOSIZIONI CORRETTIVE ED INTEGRATIVE DEL T.U. AMBIENTALE
Il Presidente della Repubblica ha emanato il D.Lgs. relativo alle "Disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, recante norme in materia ambientale". In ossequio all'art. 1 comma 6 della legge 308/2004, che prevede la possibilità di emanare disposizioni correttive ed integrative al Testo Unico Ambientale, entro 2 anni dalla data di entrata in vigore, è prevista: -) la proroga delle Autorità di bacino di cui alla Legge 183/1989, fino alla data di entrata in vigore del decreto correttivo che ne definisce la nuova disciplina; -) l'abrogazione degli articoli 159, 160, 207 del D.Lgs. 152/2006, e la conseguente ricostituzione del Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche e dell'Osservatorio nazionale sui rifiuti. Tutti i riferimenti all'Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti contenuti nel decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono pertanto soppressi. Il decreto è entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 274 del 24/11/2006 Riferimento Normativo: D.Lgs. n.284 del 8/11/2006

5/4/2006
NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
E’ stato pubblicato un decreto legislativo denominato Codice dei contratti pubblici, attuativo, ai sensi della legge di delega 62/2005, delle direttive comunitarie n. 17/2004 (settori speciali) e n. 18/2004 (settori ordinari)”. Si tratta sostanzialmente di un testo unico che razionalizza l'intera materia degli appalti pubblici (lavori, forniture e servizi) Il testo legislativo contiene una "clausola di cedevolezza", per cui si applicherà subito alle Regioni (escluso quelle a Statuto speciale), in attesa che esse normino autonomamente per recepire la direttiva europea. Il Codice affronta in modo nuovo il rapporto tra informatica e procedure di appalto, anche mediante l'introduzione in Italia di nuovi istituti quali il dialogo competitivo e i sistemi dinamici di acquisizione e innovando in modo importante in materia di trasmissioni e pubblicazioni telematiche e di aste elettroniche. Il provvedimento entrerà in vigore a 60 giorni dalla pubblicazione, e cioè il 1° luglio 2006, ai sensi del 1° comma dell’art. 257, salve le eccezioni ivi stabilite (commi 2 e 3).
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n.100 del 02/05/2006 Riferimento Normativo: D.Lgs. n. 163 del 12/04/2006

4/19/2006
PUBBLICATO IL DECRETO SULL'AMBIENTE
E’ stato pubblicato il decreto legislativo titolo "Norme in materia ambientale". Si apre quindi una fase molto delicata nella legislazione italiana, con aspetti anche politici molto delicati. Il decreto entra il vigore il prossimo 29 aprile, appena in tempo per incidere sulle dichiarazioni MUD del 30 aprile (anzi del 2 maggio che è il primo giorno lavorativo seguente la scadenza). Resta molto incerto poi il futuro del decreto, con una possibile sua impugnazione davanti alla Corte Costituzionale da parte di varie Regioni e una possibile abrogazione da parte del prossimo Governo. Si ricorda che il decreto riguarda quasi tutti gli aspetti dell'ambiente: a) valutazione ambientale strategica e valutazione di impatto ambientale b) difesa del suolo e lotta alla desertificazione c) tutela risorse idriche d) gestione di rifiuti e bonifica e) qualità dell'aria.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S.O. n. 96 alla GU n. 88 del 14/04/2006 Riferimento Normativo: D. Lgs. n. 152 del 03/04/2006

3/2/2006
NUOVI OBBLIGHI FORMATIVI PER IL LAVORO IN QUOTA
E’ stato pubblicato il provvedimento 26 gennaio 2006 dal titolo "Accordo Stato, regioni e province autonome, in attuazione degli articoli 36-quater, comma 8, e 36-quinquies, comma 4, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281". Questa formazione, che non sostituisce quella obbligatoria di base prevista dall'art. 22 del D.Lgs. 626/94 riguarda il lavoro su ponteggi e il lavoro con accesso e posizionamento mediante funi. Per le attività relative ai ponteggi è previsto un corso da 28 ore suddiviso in tre moduli (giuridico - normativo, tecnico, pratico) con verifica intermedia (questionario a risposta multipla) e una prova pratica finale; questa formazione è da aggiornare ogni 4 anni. Per il lavoro mediante funi sono previsti un modulo base da 12 ore e un successivo modulo specialistico da 20 (indirizzo per lavoro su alberi o lavoro in sospensione in siti naturali o artificiali); i preposti devono frequentare un ulteriore modulo di 8 ore; anche in questo caso la formazione va aggiornata nel tempo.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
GU n. 45 del 23/02/2006 Riferimento Normativo: Provvedimento 26/02/2006

2/20/2006
TUTELA DEL LAVORATORE CON GRAVI PROBLEMI DI SALUTE
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha diramato una circolare dal titolo "Patologie oncologiche - Periodo di comporto - Invalidità e situazione di handicap grave - Decreto legislativo n. 276/2003, attuativo della legge Biagi e diritto al lavoro a tempo parziale". Per una maggiore ed effettiva tutela dei lavoratori con patologie oncologiche, la circolare indica le nuove misure previste, analizzando: a) relazione tra periodo di comporto e ruolo della contrattazione collettiva, b) invalidità civile o stato di handicap in situazione di gravità, con possibile avvicinamento della sede di lavoro, c) lavoro a tempo parziale, con il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale o orizzontale per i lavoratori con patologie oncologiche a ridotta capacità lavorativa
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 10 del 13/01/2006 Riferimento Normativo: Circolare 22 dicembre 2005, n. 40

11/25/2005
RECEPITA LA NUOVA SEVESO TER
Il Presidente della Repubblica ha emanato un decreto dal titolo "Attuazione della direttiva 2003/105/CE, che modifica la direttiva 96/82/CE, sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose". Il nuovo testo modifica in numerosi punti il decreto legislativo 17/08/1999, n. 334 ("severo bis") sia in senso restrittivo che escludendo invece altri settori. Nel rinviare ad un approfondimento specifico della materia di prossima pubblicazione sul sito si evidenzia: - l'estensione della normativa sui rischi industriali anche ai porti commerciali in cui sono presenti le sostanze pericolose indicate all'art. 2 comma 1; - la modifica dell'art. 5 "Obblighi generali del gestore" con la conseguente modifica degli obblighi per varie attività, con l'abrogazione dell'intero allegato B della Severo bis, - la completa sostituzione dell'allegato I alla Seveso bis con il nuovo allegato A, elenco delle sostanze, miscele e preparati pericolosi per l'applicazione dell'articolo 2.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S. O. n. 189 alla G.U. n. 271 del 21/11/2005 Riferimento Normativo: D.Lgs. n. 238 del 21/09/2005

3/8/2005
Orario di lavoro: circolare dal Ministero
Emanata una circolare esplicativa sul D.Lgs. 66/2003 e successive modificazioni. Indicazioni per le pause dei videoterminalisti Con la circolare n.8/2005 il ministero del Lavoro ha voluto fare chiarezza sulla disciplina dell’organizzazione dell'orario di lavoro, in particolare sul D.Lgs. 66/2003 e successive modificazione, che ha recepito la direttiva comunitaria n.93/104/CE. La lunga circolare prende in considerazione i seguenti aspetti: orario settimanale di lavoro, durata massima dell’orario di lavoro, lavoro straordinario, riposi giornalieri e riposi settimanali, ferie, lavoro notturno, pause. Nell’approfondimento di quest’ultimo aspetto, oltre alle disposizioni generali, viene affrontato specificatamente il caso dei videoterminalisti, integrando quanto previsto dall’ art. 8 del D.Lgs. 66/2003 con le specifiche disposizioni dell’art.54 del D.Lgs.626/94. L’art. 8 del D.Lgs. 66/2003 prevede che il lavoratore abbia diritto ad un’interruzione di pausa dall’esecuzione della prestazione lavorativa quando la stessa ecceda le sei ore nell’ambito dell’orario di lavoro. Se non diversamente stabilito nell’ambito della contrattazione collettiva, il lavoratore ha diritto ad un intervallo non inferiore a 10 minuti. Nel caso del “videoterminalista”, (intendendo con questo termine colui che utilizza un’attrezzatura il vdt in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali), l’art. 54 del D.Lgs. 626/94 prevede che il lavoratore, qualora svolga la sua attività per almeno quattro ore consecutive, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività. L'art.54 prevede che: “ […] 3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale. […] 5. E' comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all'inizio ed al termine dell'orario di lavoro. 6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro. 7. La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell'orario di lavoro e, come tale, non è riassorbibile all'interno di accordi che prevedono la riduzione dell'orario complessivo di lavoro.” La circolare n.8/2005 chiarisce che il periodo di pausa di cui all’articolo 8 del del D.Lgs. 66/2003 è assorbito da quello previsto dall’art. 54 del D.Lgs. 626/94 quando quest’ultimo comporti una interruzione dell’attività lavorativa e non consista in un cambiamento dell’attività.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
Ministero del Welfare Riferimento Normativo: circolare n.8/2005

2/1/2005
REGOLAMENTO PER LA MESSA IN SERVIZIO ED UTILIZZAZIONE DELLE ATTREZZATURE A PRESSIONE (PED)
Il Ministero delle Attività Produttive ha emanato un decreto dal titolo "Regolamento recante norme per la messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature a pressione e degli insiemi di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93". Le disposizioni del regolamento riguardano quattro diversi tipi di verifiche: a) verifiche di primo impianto o di messa in servizio, finalizzate al controllo del funzionamento in sicurezza delle attrezzature e degli insiemi; b) verifiche periodiche, ad intervalli di tempo predeterminati; c) verifiche di riqualificazione periodica, da effettuare successivamente alla messa in funzione dell'attrezzatura a pressione ad intervalli di tempo predeterminati; d) verifiche di riparazione o modifica. Da segnalare infine che gli obblighi riguardanti gli utilizzatori sono riportati all'art. 7.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
D.M. 01/12/2004 n. 329 Riferimento Normativo: S. O. n. 10 alla G.U. n. 22 del /01/2005

10/15/2004
OMOLOGAZIONI DI VEICOLI A MOTORE: NUOVO ADEGUAMENTO AL PROGRESSO TECNICO
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato un decreto dal titolo "Adeguamento al progresso tecnico del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 2 maggio 2001, n. 277, recante: «Disposizioni concernenti le procedure di omologazione dei veicoli a motore, dei rimorchi, delle macchine agricole, delle macchine operatrici e dei loro sistemi, componenti ed entità tecniche»". Gli allegati del nuovo decreto sostituiscono gli allegati al DM 277/01. Sono indicati gli elementi essenziali per i veicoli delle categorie: - M2, veicoli destinati al trasporto di persone, aventi più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa massima non superiore a 5 t, - M3, veicoli destinati al trasporto di persone, aventi più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa massima superiore a 5 t; - N1, N2, N3, veicoli a motore destinati al trasporto di merci, aventi almeno quattro ruote; - O1, O2, O3, O4, rimorchi e semirimorchi.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G. U. n. 229 del 29/09/04 Riferimento Normativo: D.M. del 13/08/2004

7/30/2004
PRONTO SOCCORSO AZIENDALE E T.U. ,ARRIVA LA PROROGA
Il Senato ha approvato alcune norme che prevedono: - proroga fino al 3 febbraio 2005 dell'entrata in vigore del Regolamento 388/2003, tramite "Art. 8-sexiesdecies. (Proroga di termine). – 1. Il termine indicato dall’articolo 6 del regolamento di cui al decreto interministeriale 15 luglio 2003, n. 388, è prorogato di sei mesi». - proroga fino al 13 marzo 2005 (per predisporre un nuovo T.U. in tema di salute e sicurezza sul lavoro) tramite art. 2, comma 8. Il dl che le contiene dovrà comunque essere firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla G.U. per essere formalmente in vigore. Non è stata invece approvata l’ennesima proroga per la sicurezza negli edifici scolastici, l’adeguamento dovrà avvenire quindi entro il 31.12.2004. L’articolo 5-ter che la prevedeva, inserito in prima lettura dal Senato, è stato invece bocciato dalla Camera. L’Art 5-ter, non approvato, così recitava “(Utilizzazione delle risorse per l’adeguamento a norma degli edifici scolastici). – 1. Al fine di consentire la completa utilizzazione delle risorse stanziate per l’adeguamento a norma degli edifici scolastici, le regioni, a fronte di comprovate esigenze, possono fissare una nuova scadenza del termine indicato dall’articolo 15, comma 1, della legge 3 agosto 1999, n.265, comunque non successiva al 31 dicembre 2005, relativamente alle opere di edilizia scolastica comprese nei rispettivi programmi di intervento.”
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 175 del 28/7/2004 Riferimento Normativo: LEGGE n.186 del 27/07/2004

12/10/2003
Legge Comunitaria 2003
La Legge Comunitaria 2003 introduce modifiche alla legislazione nei settori: protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche, codice della strada, parità di trattamento tra gli uomini e le donne, navigazione. Nessuna novità per un testo unico sul settore sicurezza ed igiene del lavoro, argomento escluso dalla delega al Governo, prevista all'art. 5, per il riordino normativo nelle materie interessate dalle direttive comunitarie. Tra le direttive che il Governo deve attuare tramite decreto legislativo entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge sono da evidenziare: All. A: - 2002/6/CE (navi in arrivo e/o in partenza da porti degli Stati membri della Comunità), - 2002/59/CE (sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d'informazione), - 2003/15/CE (prodotti cosmetici). - 2002/91/CE (rendimento energetico nell'edilizia), - 2003/30/CE (promozione dell'uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili nei trasporti). All. B: - 1999/63/CE (orario di lavoro della gente di mare), - 2001/16/CE (sistema ferroviario transeuropeo convenzionale), - 2002/44/CE (prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici - vibrazioni), - 2002/73/CE (parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro), - 2002/84/CE (sicurezza marittima e di prevenzione dell'inquinamento provocato dalle navi), - 2003/24/CE (disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri), - 2003/25/CE (requisiti specifici di stabilità per le navi ro/ro da passeggeri). - 96/61/CE (prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento), - 2000/60/CE (azione comunitaria in materia di acque), - 2000/76/CE (incenerimento dei rifiuti), - 2002/30/CE (contenimento del rumore negli aeroporti), - 2002/49/CE (rumore ambientale), - 2002/84/CE (sicurezza marittima e di prevenzione dell'inquinamento provocato dalle navi), - 2002/95/CE (uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche), - 2002/96/CE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche - RAEE), - 2003/4/CE (informazione ambientale),
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S.O. G.U. 266 del 15/11/03 Riferimento Normativo: L. 306/2003

11/11/2003
ATTUAZIONE LEGGE BIAGI E SICUREZZA
E’ entrato in vigore il D.Lgs. 276/03, di attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla L. 30/03, nota come Legge Biagi. Il decreto introduce anche alcune modifiche dirette sulla normativa di sicurezza ed igiene. In particolare: a) il comma 4 dell'art. 66 estende al collaboratore a progetto (ex collaboratore coordinato continuativo) la normativa su sicurezza ed igiene sul lavoro ed in particolare il D.Lgs. 626/94 quando la prestazione lavorativa si svolge nei luoghi di lavoro del committente; b) il comma 10 dell'art. 86 modifica l'art. 3 comma 8 del D.Lgs. 494/96, nella parte relativa ad alcuni obblighi per il committente o il responsabile dei lavori; alle imprese esecutrici devono essere chiesti (e trasmessi all'amministrazione concedente prima dell'inizio dei lavori oggetto della concessione edilizia o all'atto della presentazione della denuncia di inizio attività): - una dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per qualifica, - una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato, - un certificato di regolarità contributiva.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S.O.G.U. n.235 del 9/10/03 Riferimento Normativo: D.Lgs. n. 276 del 10/09/2003

11/11/2003
TRADUZIONE ITALIANA ALLEGATI A E B DELL'ADR 2003
Come indicato nell'art. 1, comma 3 del D.M. 20 giugno 2003 ("Recepimento della direttiva 2003/28/CE della Commissione del 7 aprile 2003, che adatta per la quarta volta al progresso tecnico la direttiva 94/55/CE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada"), la traduzione in lingua italiana del testo consolidato dalla versione 2003 delle disposizioni degli allegati A e B dell'Accordo europeo sul trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR). Si precisa tuttavia che a breve il testo non sarà disponibile in formato elettronico
Rif. Gazzetta Ufficiale:
D.M. 2 settembre 2003 Riferimento Normativo: S.O.G.U. n. 236 del 10/10/2003

9/17/2003
REGOLAMANTO PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI
Il Presidente della Repubblica ha emanato un "Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell'articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179" allo scopo di garantire elevati livelli di tutela dell'ambiente e della salute pubblica e controlli efficaci Tale regolamento disciplina la gestione dei rifiuti: 1) di tipo sanitario non pericolosi, 2) di tipo sanitario assimilati ai rifiuti urbani, 3) di tipo sanitario classificati pericolosi, anche a rischio infettivo, 4) di tipo sanitario che richiedono particolari modalità di smaltimento, 5) derivanti da attività cimiteriali, esclusi i rifiuti vegetali provenienti da aree cimiteriali, 6) speciali, prodotti al di fuori delle strutture sanitarie, che come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo, con l'esclusione degli assorbenti igienici. Da evidenziare inoltre: - il recupero di materia dai rifiuti sanitari anche attraverso la raccolta differenziata (art. 5), - lo scarico di acque reflue provenienti da attività sanitarie disciplinato dal D.Lgs. 152/99 (art. 6), - le modalità per il deposito temporaneo e la raccolta di vari rifiuti sanitari, - l'abrogazione di norme precedenti sulla materia tra cui l'art. 45 del D.Lgs. 22/97 e il DM 219/00 (regolamento recante la disciplina per la gestione dei rifiuti sanitari).
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G. U. n.211 del 11/09/2003 Riferimento Normativo: DPR n. 524 del 15/07/2003

9/2/2003
NUOVA MODULISTICA PER GLI IMPIANTI TERMICI
Il Ministro delle Attività Produttive con un decreto dal titolo " Aggiornamenti agli allegati F e G del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia ha disposto che dal 1° settembre 2003 tutti gli impianti termici, sia aziendali che condominiali o privati, dovranno essere muniti dei nuovi modelli di libretto denominato: a) "libretto di centrale" per gli impianti termici con potenza nominale superiore o uguale a 35 kW, b)"libretto di impianto" per gli impianti termici con potenza nominale inferiore a 35 kW. Questi modelli si trovano rispettivamente nei nuovi allegati F e G al DPR 412/93. I vecchi modelli di libretto di centrale e di impianto compilati per gli impianti preesistenti devono comunque essere conservati. La compilazione iniziale del libretto di centrale e del libretto di impianto ed i successivi aggiornamenti possono essere effettuati anche su supporto informatico; in tal caso ogni singolo libretto dovrà essere stampabile su carta.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
S.O.G.U. n. 86 del 12/4/2003 Riferimento Normativo: D.M. del 17/03/2003

8/29/2003
IL MOBBING TROVA SPAZIO NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA
Il Presidente della Repubblica attraverso l’emanazione di un decreto legislativo che attua la direttiva 2000/78/CE dispone una serie di misure per fronteggiare il fenomeno delle discriminazioni sul lavoro, tra queste è prevista la possibilità di farsi rappresentare in giudizio dal sindacato di appartenenza, senza esporsi in prima persona. Sono previste inoltre misure di promozione della parità del trattamento, fra cui la previsione di regole antidiscriminatorie e di codici di comportamento.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 187 del 13/08/2003 Riferimento Normativo: D.Lgs. n. 216 del 09/07/2003

8/22/2003
PUBBLICATO IL REGOLAMENTO SULLA SICUREZZA NEI CANTIERI
Il Presidente della Repubblica ha emanato il “Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in attuazione dell’articolo 31, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109”. Il regolamento rappresenta la normativa di base, a carattere nazionale, che si applicherà sino a quando le regioni e le province autonome non si saranno dotate di una propria regolamentazione alla luce del nuovo Titolo V della Costituzione. Vengono individuati i documenti che definiscono l’organizzazione della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili: il piano di sicurezza e coordinamento, il piano di sicurezza sostitutivo e il piano operativo di sicurezza. Per quanto riguarda le stima dei costi per la sicurezza vanno considerati i costi per gli apprestamenti previsti nel piano, delle misure preventive e protettive adottate, degli impianti di protezione, dei mezzi e servizi di protezione collettiva.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n.193 del 21/08/2003 Riferimento Normativo: D.P.R. n.222 del 03/07/2003

8/8/2003
DEFINITE LE CAPACITÀ E I REQUISITI PROFESSIONALI PER GLI RSPP
Il Presidente della Repubblica ha emanato un decreto legislativo dal titolo "Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, per l'individuazione delle capacità e dei requisiti professionali richiesti agli addetti ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dei lavoratori, a norma dell'articolo 21 della legge 1° marzo 2002, n. 39." Tale decreto stabilisce che per svolgere la mansione di addetto o responsabile del servizio di prevenzione interno o esterno occorrono: - un diploma di istruzione secondaria superiore, - un attestato di frequenza a corsi di formazione specifici, con verifica dell'apprendimento. Non viene modificato l'art. 10 del D.Lgs. 626/94 che disciplina i casi in cui lo stesso datore di lavoro svolge anche il compito di responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 174 del 29/07/03 Riferimento Normativo: D.Lgs. 195 del 23/06/2003

7/1/2003
PROROGA PARZIALE PER TESTO UNICO EDILIZIA
E’ stato pubblicato il decreto legge 24 giugno 2003 n. 147 dal titolo "Proroga di termini e disposizioni urgenti ordinamentali". Con questo decreto legge, con testo in vigore a partire dal 26 giugno 2003, sono stati prorogati vari termini tra cui, in base all'art. 4, l'entrata in vigore, a decorrere dal 1 gennaio 2004, delle norme per la sicurezza degli impianti previste dal capo V della parte seconda del Testo Unico per l'edilizia (DPR 380/01). La proroga riguarda gli articoli da 107 a 121 del Testo Unico relativi all'applicazione della L. 46/90 sulla sicurezza degli impianti elettrici, radiotelevisivi, di riscaldamento, idrosanitari, per trasporto ed utilizzazione del gas, di sollevamento e protezione antincendio.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G. U. 145 del 25/06/03 Riferimento Normativo: D. L. 24/06/2003, n. 147

3/13/2003
CONVENZIONE DI ROTTERDAM SU PRODOTTI CHIMICI
Il Consiglio UE ha emanato una decisione riguardante l'approvazione, a nome della Comunità europea, della convenzione di Rotterdam sulla procedura di previo assenso informato per taluni prodotti chimici e pesticidi nel commercio internazionale. Quest'accordo internazionale rappresenta un importante passo verso una più efficiente disciplina internazionale del commercio di taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi, con l'obiettivo di proteggere la salute umana e l'ambiente contro i potenziali pericoli che tali sostanze rappresentano e contribuisce ad incentivarne un uso compatibile con l'ambiente.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
GUUE n. L 63 del 6/3/2003 Riferimento Normativo: Decisione 2003/106/CE del 19/12/2002

2/26/2003
Sostanze pericolose in apparecchiature elettriche
Il Parlamento e il Consiglio dell'Ue hanno emanato una direttiva, relativa alla restrizione dell'uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Tale norma, ravvicinando le legislazioni degli Stati membri, contribuisce alla protezione umana e al recupero e allo smaltimento ecologicamente corretto dei rifiuti di apparecchiature elettroniche.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
GUUE n. L 37 del 13/02/2003 Riferimento Normativo: Dir 2002/95/CE del 27/01/2003

2/26/2003
Rifiuti da apparecchiature elettriche
Il Parlamento e il Consiglio dell'Ue hanno emanato una Direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Tale norma reca misure volte in primo luogo a prevenire la produzione di questo genere di rifiuti, favorendo dove possibile il loro reimpiego e il riciclaggio e in un secondo momento tende a migliorare il funzionamento dal punto di vista ambientale di tutti gli operatori che intervengono nel ciclo di vita delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
GUUE n. L 37 del 13/02/2003 Riferimento Normativo: Dir 2002/96/CE del 27/01/2003

7/2/2001
PRODOTTI AGRICOLI DIFETTOSI
Il Presidente della Repubblica ha emanato un decreto in attuazione alla direttiva 1999/34/CE, che modifica la direttiva 85/374/CE, in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi. Viene esteso il principio di responsabilità per danno da prodotti difettosi anche a quelli agricoli non trasformati
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n.49 del 28/02/2001 Riferimento Normativo: D.Lgs. n.25 del 02/02/2001

7/2/2001
APPROVATA LA LEGGE QUADRO SULL’ELETTROSMOG
E’ stata promulgata una legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Vengono definite le funzioni dello Stato e le competenze a carico delle Regioni, viene istituito un Comitato interministeriale per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento elettromagnetico ed un catasto nazionale delle sorgenti nonché la predisposizione di piani regionali di risanamento.
Rif. Gazzetta Ufficiale:
G.U. n. 55 del 07/03/20001 Riferimento Normativo: Legge n.22 del 22/02/2001

 

 
     
         
         
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